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Bahariya
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Le mwewOasi di Bahariya (mwfain arabo الواحات البحرية‎?, al-Wāḥāt al-Baḥariyya o semplicemente mwfqBahariya, in arabo "Marina") è un insieme di mwfgoasi del mwfwDeserto occidentale in mwgaEgitto. Dista dal mwgqCairo circa 420 chilometri, e giace in una depressione di forma ovale di circa 2000mwgg km², circondata da monti e ricca di sorgenti. Si trova nel mwgwGovernatorato di Giza, possiede un mwhamuseo e i suoi prodotti agricoli prevalenti sono mwhqguava, mwhgmango, mwhwdatteri e mwiaolive.

Contents

Storia
Note

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Insediamenti

Bahariya è costituita da molti villaggi. Il maggiore è Bawiti, che ne è anche il centro amministrativo. Nelle immediate vicinanze vi è Qaṣr, villaggio gemello di Bawiti. Più a est, a circa 10 chilometri di distanza, vi sono i villaggi di Mandishah ed al-Zabu. Tra Bawiti e Mandishah vi è un villaggio più piccolo, chiamato ʿAgūz. Harrah, il villaggio più orientale, è pochi chilometri più a est di Mandishah ed al-Zabu. L'ultimo villaggio è Hiez, che però non sempre viene considerato far parte di Bahariya per via della sua grande distanza dagli altri insediamenti, circa 50 chilometri a sud di Bawiti.

L'oasi è collegata tramite strade con:

• l'mwkaOasi di Siwa a nord-ovest;
• l'Oasi di mwkgFayyum e la Città del mwkwCairo a nord-est;
• l'oasi di mwlqFarāfra a sud.

Storia

Bahariya era già abitata fin dal mwmaPaleolitico.

Durante il mwmgMedio Regno, l'oasi fu un centro commerciale e culturale. Bahariya è una delle più vaste mwmwnecropoli dell'mwnaantico Egitto, che risale alla mwnqdinastia tolemaica (mwngEgitto tolemaico, mwnw305 a.C.-mwoa30 a.C.) e all'mwoqoccupazione romana. Nel mwog1999 sono state ufficialmente presentate le nuove scoperte effettuate nella mwowValle delle mummie d'oro che sono state considerate le "maggiori e più recenti scoperte archeologiche dei nostri giorni"cite-ref-baha-1-0[1].

Il direttore degli scavi, il dott. mwqqZahi Hawass ha scoperto in questa località più di 10.000 mwqgmummie del mwqwI e mwraII secolo d. C.; questi reperti sono tuttora in corso di valorizzazione. Alcune delle mwrqmummie d'oro sono state collocate in un piccolo museo. Degne di nota sono anche le tombe precristiane di Zed Amun Ef Ankh e di suo figlio Banentiu, che si trovano in un tumulo non lontano dal centro dell'oasi. I colori delle immagini e dei mwrggeroglifici si sono mantenuti particolarmente bene e non hanno nulla da invidiare a quelli delle tombe della mwrwValle dei Re. Tra gli aspetti positivi della scoperta, l'integrità del sito, non saccheggiato e trafugato da sciacalli, e l'appartenenza delle mummie a tutti gli strati socialicite-ref-baha-1-1[1].

All'interno dell'oasi di Bahariya vi sono anche i resti di un tempio dedicato ad mwtqAlessandro Magno, precisamente a Qaṣr al-Miqisba (ʿAyn al-Tibniyya). All'esterno, sull'mwtgarchitrave sono stati scolpiti sei mwtwcartigli con il suo nome in mwuageroglifico e sei scene in cui mwuqAlessandro Magno incontra alcune mwugdivinità egizie.cite-ref-2[2] Alcuni mwvwegittologi ritengono che il condottiero macedone sia passato per Bahariya sulla via del ritorno dalla sua visita all'mwwaoracolo di Amon a mwwqSiwa. Secondo Hawass, la mummia dello stesso re macedone, forse spostata dalla mwwgsepoltura originale in mwwwAlessandria d'Egitto durante il mwxaperiodo bizantino, si troverebbe tra i numerosi corpi rinvenuti nella "valle delle mummie dorate".cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]

La località, ai tempi dell'epoca greco-romana era nota per la produzione di mwzgvino e come magazzino dell'mwzwimpero ed ebbe un accrescimento mwaademografico in mwaqetà ellenistica. Sia i greci sia i romani restarono affascinati dalle pratiche mwagreligiose e dai riti funebri egizi e li adottarono. Difatti, le iscrizioni incise attestano che le tombe non erano solo di provenienza egizia, ma anche mwawgreca, mwbanubiana e persino mwbqromana.cite-ref-baha-1-2[1]

In quell'epoca i riti funebri subirono una profonda trasformazione, confermati dalle testimonianze dei reperti rintracciati nel sito. Era entrata in disuso l'abitudine di estrarre dal mwcwcorpo le viscere conservandole poi nei mwdavasi canopi e anche i mwdqsarcofagi si fecero più rari. Le mwdgmummie venivano coperte con una maschera, in mwdwcartonnage, che nascondeva la mweatesta e il petto del defunto, e anche le rappresentazioni delle mweqdivinità si diversificarono notevolmente rispetto alle ere precedenti ed appare l'innovativa raffigurazione dell'mweganima del defunto.

Nel mwfaMedioevo il "Paese delle Oasi", mwfqaml Wah (ricordato da numerosi storici: mwfgYāqūt, mwfwal-Bakrī, mwgaEdrisi...), che comprendeva, oltre a Bahariya anche mwgqDakhla, mwggKharga e mwgwFarafra, era governato da una dinastia mwhaberbera della tribù dei Lawata. Ancora nel mwhq1936, mwhgFrancesco Beguinot, alla voce «Siwa» dell'mwhwmwiaEnciclopedia Italiana (vol. XXXI, p.mwiq 932) riportava come berberofona la località di Manshiyat al-ʿAgūza nell'oasi di Bahariya. Oggi comunque l'oasi è interamente arabofona.

Popolazione e cultura

Gli abitanti dell'oasi sono detti mwkawāḥatī (cioè "oasiti", in arabo). Essi discendono dalle popolazioni che abitavano l'oasi nell'antichità: tribù nomadi provenienti dalla mwkqLibia e dalla costa del mediterraneo, oltre ad altre popolazioni che si stabilirono nell'oasi provenendo dalla mwkgvalle del Nilo.

La maggioranza della popolazione mwlawāḥatī è di religione mwlqislamica. Nell'oasi vi sono numerose mwlgmoschee. I rapporti sociali all'interno dell'oasi sono fortemente influenzati dall'islam.

Per la gente mwmawāḥatī è molto importante anche la mwmqmusica tradizionale. Negli incontri di società, in particolare durante le feste di matrimonio, vengono suonati flauti, tamburi e i mwmgsimsimiyya (uno strumento simile all'mwmwarpa). Le canzoni tradizionali, eseguite in uno stile rustico, vengono trasmesse da una generazione all'altra, e inoltre se ne inventano anche di nuove. Oggigiorno anche la musica del Cairo o del mwnaVicino Oriente è accessibile con facilità agli abitanti dell'oasi.

Attività economiche

L'agricoltura rappresenta tuttora un'importante fonte di reddito, anche se oggi molti mwnwwāḥatī trovano lavoro anche nell'industria di estrazione del mwoaferro situata nelle vicinanze dell'oasi e collegata da una linea ferroviaria con mwoqHelwan, sobborgo industriale del Cairo.

Le attrattive naturali di Bahariya

Recentemente nell'oasi si è registrato anche un incremento del turismo sia a motivo delle antichità (sono infatti state trovate tombe, mummie e altri manufatti), sia a causa della bellezza dei deserti circostanti. Guide mwvawāḥatī e forestiere si pongono alla guida di avventurosi giri turistici nel deserto, con partenza da Bahariya in direzione dei deserti circostanti, quello bianco (mwvqal-Ṣaḥrāʾ al-Bayḍa) e quello nero (mwvgal-Ṣaḥrāʾ al-Sawdāʾ), e qualche volta in direzione di Siwa o delle oasi meridionali. Il turismo è una nuova e importante fonte di reddito per i locali, e ha fatto conoscere l'oasi ad un pubblico internazionale.

Al giorno d'oggi

L'oasi ha subito grandi cambiamenti negli ultimi 30 anni, dopo che venne completata, nei primi anni settanta, una strada asfaltata che collegava Bahariya al Cairo. Insieme alla nuova strada arrivarono anche la corrente elettrica, le auto, la televisione, il telefono e un accesso più agevole alla capitale. Il flusso di popolazione e di idee tra Bahariya e il Cairo è aumentato in maniera spettacolare dopo la costruzione della strada. La stessa lingua dei mwwqwāḥatī si è trasformata, modificata a causa dell'impatto della televisione e delle canzoni in cui predomina il dialetto del Cairo.

Note

cite-note-baha-11. "Le mummie di Bahariya", di Alina Ungureanu, mwzamwzqLe Scienze (ed. ital. dello mwzgScientific American), n. 386, pp. 98-104.
cite-note-22. mw0gmw0wmw1aGrotta di Alessandro Magno - Immagini dell'architrave esterno, su mw1qkhekeru.ch.
cite-note-33. Saunders, mw2qop. cit., pagg. 203-04
cite-note-44. mw3qEgypt Unwrapped: Alexander the Great's Lost Tomb, documentario National Geographic

Bibliografia

• Fakhry, Ahmed. mw4qBahariya and Farafra, AUC Press, reprinted 2003.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Bahariya

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Bahariya Oasis, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.